Cara community di MagFem,
vi sarà sicuramente capitato di chiedere ai vostri genitori o nonni: “come vi siete conosciuti?” e magari i vostri figli o nipoti un giorno lo chiederanno a voi. Al di là della dolcezza di questi racconti, c’è qualcosa di affascinante nel notare come, a seconda dell’epoca, le dinamiche di coppia siano cambiate.
Recentemente ci siamo imbattute in una ricerca condotta dalla Stanford University Libraries, che ha coinvolto circa 4.000 adulti americani, perlopiù eterosessuali, per comprendere come sono nate le loro storie d’amore dagli anni ’30 a oggi. Sebbene si tratti di un’indagine americana, possiamo ritrovare molte similitudini con l’Italia, sulle quali ci piacerebbe riflettere insieme.
Un aspetto importante da sottolineare è che questa ricerca si è focalizzata principalmente su persone eterosessuali. Il motivo potrebbe essere legato alla disponibilità dei dati storici: fino a pochi decenni fa, le relazioni omosessuali erano meno visibili e spesso relegate alla sfera privata a causa di tabù sociali e discriminazioni. Fortunatamente, oggi le cose stanno cambiando e sempre più studi stanno approfondendo anche le dinamiche delle coppie LGBTQIA+.
Dagli anni ‘30 a oggi: amore, incontri e nuove tendenze
Prima il peso della famiglia nelle scelte amorose…
Negli anni ‘30, il concetto di coppia era fortemente legato al matrimonio e alla famiglia. la donna era considerata “regina della casa”, dedita alla cura del focolare domestico, dei figli e del marito. Trovare un partner non era solo una questione di amore, ma un vero e proprio passaggio obbligato verso la costruzione di una famiglia. Per questo motivo, amici, parenti e conoscenti si sentivano quasi in dovere di facilitare l’incontro tra giovani “promettenti”, presentando il possibile candidato o candidata ideale.
Le relazioni nascevano spesso all’interno di contesti sociali già esistenti: la parrocchia, il quartiere, il luogo di lavoro, le feste di paese. In un’epoca in cui le donne avevano meno indipendenza economica e meno possibilità di scegliere liberamente il proprio percorso di vita, la ricerca di un marito era una delle priorità imposte dalla società.
…poi? Le cose sono cambiate, ma non del tutto!
Oggi, nel 2025, la realtà è sicuramente diversa rispetto al passato. Le donne hanno conquistato una maggiore indipendenza e, soprattutto, la libertà di scegliere con chi stare – o se stare da sole – senza che il matrimonio o la maternità siano più considerati obblighi sociali. Il concetto di coppia si è evoluto, così come i modi di conoscersi: le dating app, i social network e la possibilità di viaggiare e spostarsi più facilmente hanno ampliato le opportunità di incontro.
Eppure, nonostante questi cambiamenti, molte donne sentono ancora il peso di una mentalità che fatica a trasformarsi del tutto. Essere single, per una donna, è spesso visto come un problema da risolvere, una condizione da giustificare. I pregiudizi e le battutine non mancano e il valore di una donna è ancora, troppo spesso, misurato in base al suo status sentimentale e alla sua capacità di diventare madre.
Ma la verità è che le donne hanno imparato a riscrivere le proprie regole. Oggi più che mai, c’è la consapevolezza che non serve avere un partner a tutti i costi, che non bisogna accontentarsi solo per soddisfare un modello sociale superato. La libertà più grande è proprio questa: poter scegliere per sé stesse, senza dover rendere conto a nessuno.
L’impatto della pandemia di Covid-19
La pandemia ha ulteriormente accelerato la tendenza agli incontri online. Con le restrizioni sociali in atto, molte persone hanno rivolto la loro attenzione alle piattaforme digitali per cercare connessioni romantiche. Tuttavia, con il progressivo ritorno alla normalità, si è osservato un fenomeno interessante: la Generazione Z sta abbandonando le app di incontri come Tinder e Bumble, preferendo tornare a conoscere persone faccia a faccia in luoghi come bar, feste, università o spiagge. Questa tendenza riflette il desiderio di autenticità e di connessioni più genuine.
Ma perché accade? Se da un lato le app di incontri hanno reso più semplice conoscere nuove persone, dall’altro presentano oggettive difficoltà. Una delle principali è la diffidenza: chi c’è davvero dall’altra parte dello schermo? Le informazioni fornite sono reali o costruite? La paura di essere ingannati o di incappare in profili fake è un ostacolo che frena molte persone.
A questo si aggiunge il timore del rifiuto e l’ostracismo, ovvero il fenomeno del ghosting, in cui un contatto sparisce improvvisamente senza spiegazioni dopo un’apparente connessione. Anche i feedback negativi possono influire: non ottenere riscontri, non riuscire a concretizzare un incontro dal vivo o avere esperienze poco soddisfacenti può portare a frustrazione e senso di inadeguatezza. Per questo, sempre più giovani stanno riscoprendo il valore delle conoscenze offline, cercando interazioni più autentiche e appaganti.
Un consiglio da amica: non torniamo agli anni ‘30, ma neanche rimaniamo solo online
La nostra generazione ha più libertà di scelta rispetto al passato. Non dobbiamo più affidarci esclusivamente alla famiglia per trovare un partner, né siamo costrette a vivere le relazioni solo attraverso uno schermo. Oggi possiamo valutare consapevolmente come e con chi costruire legami, senza doverci adeguare a modelli imposti.
Ma prima di cercare qualcuno con cui condividere la vita, assicuriamoci di essere davvero libere. Chiediamoci cosa ci rende felici, creiamo una rete di affetti solida e autentica, circondiamoci di persone con cui vogliamo condividere gioie e difficoltà. Non deleghiamo la nostra felicità a una relazione romantica: siamo noi le vere artefici del nostro benessere.
E voi, che esperienza avete? Preferite le conoscenze online o quelle dal vivo? Raccontatecelo sui nostri social Facebook e Instagram, vi leggiamo!
La vostra compagna di viaggio,
MagFem
Fonte:
- Rosenfeld, Michael J., Reuben J. Thomas, and Maja Falcon. 2018. How Couples Meet and Stay Together, Waves 1, 2, and 3: Public version 3.04, plus wave 4 supplement version 1.02 and wave 5 supplement version 1.0 and wave 6 supplement ver 1.0 [Computer files]. Stanford, CA: Stanford University Libraries. https://data.stanford.edu/hcmst